Questa immagine: Viaggio in OccidenteL’opera Viaggio in Occidente di Wu Cheng’en è uno dei romanzi più popolari di tutta l’Asia, il libro infatti è stato tradotto in 5 lingue diverse.

L’autore nella stesura della trama rielabora in maniera del tutto nuova diverse leggende molto diffuse in Cina. Il nucleo principale del romanzo è tratto dal viaggio del monaco Xuanzang ( convertito al Buddismo perché condivideva più la rigidità del Confucianesimo) che stanco di aspettare l’autorizzazione dell’imperatore decise di intraprendere un viaggio per raggiungere il famoso centro buddista di Nalanda.

Lo scopo del viaggio era non soltanto l’apprendimento dei testi sacri del Budda, ma era anche di portare in patria il maggio numero di manoscritti possibili per potere chiarire alcuni dubbi sulla sua religione causati dall’esiguità dei testi cinesi e dalla innumerevoli contraddizioni che essi contenevano.

Dopo 27 anni di viaggio Xuanzang soprannominato Sanzag (dal sancrito Tripitaka) per via dei tre cesti che portava pieni di sutra provenienti dall’India, ritornò nella capitale imperiale dove fu accolto trionfalmente per il successo della sua grande impresa,convocato dall’Imperatore, fu perdonato per essere partito senza permesso e gli fu assegnano una carica governativa che rifiutò preferendo dedicarsi agli studi sui sutra portati dall’India.

La figura del protagonista Sun Wukong (Son Goku in giapponese) è tratta sia da diverse fiabe cinesi sia da una fiaba indiana. Una storia cinese infatti descriveva un fantomatico regno delle scimmie situato in un paese chiamato Aolai dove sorgeva la Montagna dei Fiori e dei Frutti [Huaguo Shan], nelle cui diecimila grotte vivevano le ottantaquattromila scimmie di cui il nostro Scimmiotto era il re.

Un’altra storia cinese è incentrata su una scimmia è Baiyuan Zhuan (Scimmia Bianca) un primate dall’intelligenza umana che rapiva le donne per portarle nel suo harem, in ossequio alle cattive qualità che i Cinesi attribuiscono alle scimmie: una brutalità istintiva, con forti connotazioni di lussuria e lascivia. Popolare fu in Cina la grande epopea del Rāmāyaṇa.

Che illustra le vicende del principe Rāma, impegnato in una strenua battaglia contro i dèmoni rākṣasa, coadiuvato da, Hanuman. Un dio-scimmia. Questa singolare figura di dio dotata di poteri eccezionali appoggia Rāma nella ricerca dell’amata sposa Sītā, rapita dai demoni. Wu Cheng’en prendendo spunto da queste opere riesce ad elaborare un storia originale e dissacratoria che si discosta, dalla letteratura agiografica.

L’autore infatti non incentrò il suo libro sulla figura di Xuanzang, ma puntò tutta l’attenzione su Sun Wukong facendo di lui l’autentico protagonista del suo romanzo. L’aver assunto il punto di vista di una scimmia cioè di una creatura irrazionale, caotica e istintiva permise a Wu Cheng’en di demolire la società cinese, di fare una satira ferocissima contro il governo imperiale, modello di tutte le corti e le burocrazie del Celeste Impero. Il povero Xuanzang, ( ridotto a comprimario, entra in scena soltanto nell’ottavo capitolo, quando Sun Wukong per riscattare le sue malefatte (narrati nei precedenti sette libri) accompagna Xuanzang nel viaggio in India.

Altri due personaggi strampalati , sono stati introdotti dal nostro autore, che intraprendono insieme ai due pellegrini il lungo viaggio di redenzione. Si tratta di Zhu Bajie «porco dagli otto divieti», un essere a metà tra un uomo e un maiale, armato di un forcone a nove rebbi, sempre afflitto da una fame abissale, e Sha Wujing «sabbia svegliata alla purezza», un drago fluviale sconfitto dallo Scimmiotto e trasformato in un lugubre vecchio armato di vanga. Questo romanzo è stato più volte adatto come scenografia di film e cartoni animati, in Italia sono noti tre adattamenti: The Monkey del 1967,Dragon Ball del 1986 e Saiuyki il demone dell’illusione del 2002.

Il primo, trasmesso in Italia negli anni 80, risulta essere piuttosto fedele al romanzo, Son Goku (Sun Wukong) è una forza inarrestabile della natura. Vive al di fuori da tutte le regole civili, umane e divine, le scimmiotta quando gli fa comodo e all’occorrenza se ne fa beffe, mentre Sanzo (Xuanzang), che pure dovrebbe essere il protagonista della storia, viene descritto come un giovanotto piagnucoloso, vanitoso, bacchettone e ipocrita. In Dragon Ball pochi sono gli elementi che si attengono al romanzo soprattutto nella prima serie dove Goku vola sulla nuvola Speedy con addosso il bastone allungabile.

Molto diversa invece ci appare la figura di Sanzo che viene estremizzato trasformandolo in una donna piagnucolona e vanitosa di nome Bulma. Nel cartone animato del 2002, invece oltre a mantenere i nomi originali ci permette di conoscere si evidenzia le figure degli dei che viene descritto come un mondo incancrenito, cristallizzato, preso nella sua pantomima di infiniti rituali, dove schiere di divinità e immortali non fanno altro che adempiere a obblighi tanto formali quanto inutili.

Viaggio in Occidente per la su natura parodistica paragonabile a quella di Don Chisciotte è uno dei romanzi orientali più noti all’estero, è proprio vero che spesso nel proprio nome è celato il nostro destino.