Questa immagine: Tolos

Le tombe a thòlos (al plurale tholoi) che in greco significa cupola, sono monumenti funerari risalenti come tipologia alla tarda età del bronzo. Sono costituiti da un vano circolare, sottostante ad un tumulo di terra e coperto con cerchi concentrici di blocchi lapidei a costituire una sezione più o meno ogivale. Tra gli esempi più conosciuti i sepolcri micenei e quelli etruschi.

Più in generale in archeologia si intende per tholos una sala circolare, a volte interrata e generalmente realizzata a scopo funerario, coperta con una pseudocupola formata da file concentriche di conci lapidei sempre più aggettanti verso il centro fino a chiudere il vano senza realizzare una struttura spingente come sono le vere cupole.

Ancora più estensivamente è stato spesso chiamato tholos anche il tempio greco a pianta circolare denominato monoptero ed in generale alle costruzioni circolari.

Le prime tombe costruite in pietra vengono chiamate anche beehive (alveare), sono situate inOman, e vennero costruite accatastando pietre piatte originarie delle formazioni geologiche. Vengono costruite intorno al 3.500 a.C., un periodo in cui la penisola araba era soggetta a molte più precipitazioni rispetto alla situazione attuale, ed era culla di una fiorente civiltà in quello che ora è diventato un deserto, ad ovest della catena montuosa che costeggia il Golfo dell’Oman. Non sono mai stati recuperati reperti da queste tombe, nonostante sembri l’unico motivo attribuibile alla loro costruzione. Dopo il 1500 a.C. l’uso di questi monumenti si diffuse in una vasta area intorno a Mediterraneo. Erano generalmente sepolture familiari che comprendevano varie tombe e ricchi corredi funerari. L’entrata veniva ostruita e tutta la costruzione, coperta con terra, trasformata in una collinetta.

Tombe a tholos vennero realizzate in Egitto, in Sicilia  e soprattutto in Grecia per opera della civiltà micenea.

Le tombe più imponenti, e quelle che contenevano i tesori più preziosi, sono quelle erette nella tarda età del bronzo in Grecia, anche se sono state ripetutamente vittime dei tombaroli. L’abbondanza di questo genere di tombe potrebbe indicare che il loro uso non era riservato solo ai nobili, nonostante la loro dimensione richiedeva una superficie di circa 10-15 metri di diametro, ed altrettanti d’altezza. Il costo era elevato, il che potrebbe far pensare a delle commissioni reali. La struttura in tre parti non è sempre chiara nei primi esempi di tholos (ad esempio aVoidhokoilia), ma con il tempo quest’arte architettonica acquisto a Messenia la separazione in camere, stomion (stretto corridoio coperto) edromos (lungo corridoi a cielo aperto). Le stanze, così come l’ingresso, venivano costruite in muratura, anche nei primi esemplari, e la loro grandezza era un indice per comprendere la potenza del personaggio contenuto. I dromo venivano spesso ricavati da blocchi di pietra, come si può notare anche nei tholos di Micene. Negli edifici più recenti tutte le parti venivano erette utilizzando delle pietre finemente tagliate in forma quadrata. L’uso delle tombe a tholos si diffuse anche nella Civiltà etrusca soprattutto nel VII secolo. Si possono ricordare vari esempi di queste sepolture che possono presentarsi raccolte in necropoli (Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Vetulonia, Populonia) oppure isolate. Si tratta spesso di tombe familiari, utilizzate dallo stesso clan aristocratico per più generazioni, ricche spesso di decorazioni pittoriche all’interno della camera funeraria, il cui centro è a volte occupato da un pilastro centrale. L’accesso avviene da uno dromos a cielo aperto o coperto. All’esterno il tumulo è delimitato da uno zoccolo (tamburo) in blocchi lapidei.