Questa immagine: Cosa è questa crisi?
Non più di un mese fa il Governo di questo Paese diceva, per bocca del suo Premier, che l’ Italia era ricca e che tutti noi eravamo tranquilli e benestanti.

Si diceva che la crisi era passata, anzi non esisteva proprio, che il lavoro andava bene e che le prospettive erano rosee.

Oggi la stessa Istituzione, con diversi uomini e Premier, dice l’esatto contrario e cioè che l’Italia rischia l’insolvenza e che il paese è in recessione e che molte famiglie si stanno avviando verso la povertà.

Il mercato del lavoro sta subendo gravi contraccolpi e cominciamo ad assistere ad alcuni allarmanti fenomeni sociali quali la caduta dei più deboli sotto forma di un incremento dei suicidi per timore del futuro e per evitare di affrontare la povertà.

Assistiamo anche ad un altro tipo di reazione che deriva sempre dalla disperazione: l’aumento di rapine e furti da parte di soggetti “esordienti” che agiscono per fame o per impossibilità a pagare debiti personali o aziendali.

Ed, infine, i più disperati e senza controllo, mettono le bombe presso le sedi di Equitalia o mandano missive minacciose presso lo stesso destinatario. Tutti segnali preoccupanti di una società che sta degradando, che si sta avvicinando verso il declino. Ma cerchiamo insieme di capire le dimensioni e le origini di questo fenomeno.

Ricordo quando stava per entrare in vigore la moneta unica, l’Euro: lo ricordo come se fosse adesso, tutti correvamo alla posta per comprare il “kit” per prendere confidenza con il nuovo conio.

Il kit composto da un sacchetto pieno delle nuove monetine luccicanti, ed eravamo contenti e impazienti di vederle circolare.

Era il periodo del Governo Prodi che “svendette” non so per quale oscuro meccanismo, la nostra amata lira e 1936 delle nostre amate lire diventarono un Euro che nel 2002 cancellò definitivamente la nostra vecchia moneta.

Ricordo ancora quando presi il mio primo stipendio convertito in euro, rimasi di sasso: il numero era praticamente dimezzato e al posto della dicitura finale “totale in lire” si leggeva “totale in euro”.

Ma lo sconforto più grande l’ho provato quando giorni dopo andai a fare la spesa: mi resi conto che il dimezzamento del mio stipendio non corrispondeva affatto al dimezzamento dei prezzi in lire convertiti in euro, anzi i prezzi erano aumentati a dismisura!

Mi spiego meglio, se ante euro compravo le arance a 200 lire per chilo adesso le compravo a due euro per chilo, cioè quasi 4000 delle vecchie lire. Le lattughe ne acquistavo tre, mille lire adesso una, un euro, cioè una quasi 2000 lire.

Così guadagnavo la metà e spendevo il quadruplo: ottimo.

Da persona comune cominciai a vivere una nuova era in cui mi ritrovai di sicuro più povero e, cosa ben più grave, ancora oggi a distanza di dieci anni, le cose non sono migliorate. Credo di raccontare delle cose che chi legge ha già sperimentato sulla propria pelle.

Oggi, tutti consapevoli di questo disastro che è sotto gli occhi di tutti e che i Tg ci propinano sotto forma di notizie criptiche e termini da esperto economista, ci continuano a chiedere tasse su tasse intervenendo sempre sulle fasce sociali più deboli: pensionati e lavoratori dipendenti.

Non facciamoci ingannare, pensionati e lavoratori dipendenti sono categorie composte da tantissime persone che non possono in alcun modo sottrarsi al prelievo fiscale.

Ora sto per dire una cosa che forse può suonare discriminate ma credetemi non è così, fermo restando che è un crimine non pagare le GIUSTE tasse è certamente vero che alcune categorie di lavoratori possono, sulla base di una decisione personale, pagarle o non pagarle; vedi commercianti, liberi professionisti, medici, ecc.ecc.

Quante volte vi siete sentiti dire da un professionista “sarebbero 200 euro ma se vuole la ricevuta devo aggiungere le tasse e lIVA” allora si pensa che se mi faccio fare la ricevuta posso solo scaricare dalle tasse l’anno prossimo il 20%, tanto vale che mi faccio fare lo “sconto” adesso e al diavolo la ricevuta. Ovviamente non sono contrario al pagamento delle giuste tasse ma di converso mi ritrovo a riflettere ogni volta che ho necessità di utilizzare i servizi pubblici che le mie e le vostre tasse dovrebbero garantire e mantenere, e andiamo con ordine. Io pago quasi il 50% di ciò che guadagno di tasse, prelevate a monte sul mio reddito, senza contare le imposte indirette quali tassa sulla benzina, sui bolli bancari, tassa proprietà auto, ticket farmaci e prestazioni mediche, bollette luce acqua e gas, telefonino, assicurazione auto e vita e così potrei continuare: in pratica paghiamo tasse indirette su tutto ciò che acquistiamo sia beni o servizi.

Se sommiamo tutte queste voci si scopre che più del 65% del reddito finisce in tasse e sono fortunato perchè non fumo, non gioco e compro, solo per speranza, pochissimi gratta e vinci e, tutto sommato, godo di buona salute. Le mie perplessità nascono quando, ad esempio, ho bisogno di una prestazione medica o di un accertamento diagnostico che il servizio pubblico non è in grado di garantire in tempi accettabili e che devo fare comunque pagando per intero, o quando cammino su strade piene di buche o quando mi ritrovo l’ingresso di casa invaso dalla spazzatura mai ritirata nonostante paghi abbondanti tasse comunali e addizionali varie o sono “costretto” a comprare acqua minerale perchè quella che mi arriva a casa è pericolosa.

Non parliamo quando ho bisogno di rivolgermi ad un ufficio pubblico oppure ho bisogno di un servizio  comunale o vorrei prendere un mezzo pubblico per risparmiare un pò  sulla macchina, stendiamo un velo pietoso.

In questo scenario pietoso  e malsano, tuttavia, ognuno trova una via di rassegnazione o di  pacifica reazione sperando che domani andrà meglio; ma la cosa che  davvero mi fa uscire dai gangheri è vedere un gruppo di persone  appartenenti ad una “casta” che si permettono di pensare come la gente  comune pur guadagnando decine di migliaia di euro al mese, e mi  riferisco ai signori politici e tecnici che fanno presto a mettere  tasse inique.

Facile quando ogni mese sul conto corrente arrivano  20.000 Euro minimo, facile quando non si paga nulla di quello che noi  paghiamo, facile emettere sentenze.

La mia proposta è: diamo a questi  signori 1000 euro al mese e buttiamoli per strada e vediamo come  riescono a vivere.

Sono indignato, davvero indignato di questo, ma  facciamo due conti: se ogni uomo politico avesse un gettone di 3000  euro e BASTA, se tutti questi grandi manager che guadagnano più di  200.000 euro l’anno ridimensionassero i loro compensi, se finisse il  parassitismo di Stato, io penso che si potrebbe risparmiare tantissimo  e questa crisi in atto potrebbe cominciare a ridimensionarsi.

La  questione evasione fiscale, infine, io non giustifico nessuno: ho sempre sostenuto che le giuste tasse si pagano e devono pagarle tutti  nessuno escluso ma sono assolutamente convinto, e perdonatemi, che in  un sistema iniquo e sbilanciato dove evadere le tasse diventa per  molti uno strumento di autodifesa e non per arricchire o mettere da  parte capitali da esportare all’estero, ma per SOPRAVVIVERE e per  potere fare la spesa, allora bisognerebbe cominciare a capire a  comprendere che forse stiamo andando pericolosamente alla deriva e che  queste persone vanno comprese.

Altra cosa è chi evade il Fisco per  altri motivi e cammina in Ferrari e porta Rolex al polso dichiarando  redditi ridicoli. In questi casi fuori, in Europa, è previsto  l’arresto, perché non copiamo? Perché non ci chiediamo come mai la  Germania ed altre Nazioni hanno una economia forte ? Come mai non si  provvede a colpire i grossi capitali noti ed occulti ?

Sapete di certo che la Germania ha “ricattato” la Svizzera riguardo i  capitali tedeschi esportati illegalmente nelle banche Svizzere? E che  grazie a questa tecnica avrà un “rimborso forfettario” di circa 4  miliardi di freschi e sonanti euro?

Riporta il Sole24ore che un  accordo simile porterebbe nelle casse dello stato Italiano ben 9  miliardi di euro.

Se vi viene il sospetto che forse ci stanno  prendendo in giro, direi che ne avete tutti i buoni motivi.

Vittorio Paola